Link Consigliati

(27)campo-25

I link presenti in questa pagina fanno riferimento principalmente a quella rete di resistenza contadina mondiale e italiana che reclama la sovranità alimentare delle popolazioni, in antitesi alle privatizzazioni della natura, come i brevetti sulle biodiversità depositati da quelle multinazionali che producono anche OGM e concimi, diserbanti, anticrittogamici e antimicotici chimici altamente tossici.

Sosteniamo e ci riconosciamo nelle forme di resistenza umana a quei modelli imposti ai governi locali dalle multinazionali e da quella finanza che specula su quegli investimenti a discapito della salute e dei diritti delle popolazioni locali che vivono nei luoghi inquinati da quelle produzioni o che si nutrono di quei vegetali.

Per questi motivi affianco ai link di quelle pagine che propongono un’altra agricoltura possibile, sostenibile e distante dalle logiche della grande produzione e distribuzione agroindustriale, proponiamo link a siti per la difesa dei beni comuni, vivibilità ambientale ecocosostenibile e diritti umani e/o attivi nella diffusione di informazioni lontane dalla propaganda proibizionista.

Il proibizionismo sulla canapa e i suoi derivati è la massima espressione di leggi finalizzate a privatizzare un bene comune, un pezzo del patrimonio botanico del pianeta.

Un mercato ora affidato al profitto delle narcomafie in un momento storico che vede grossi interessi finanziari avventarsi su quella torta per accaparrarsene una parte e imporre nuovi monopoli che ancora una volta sottrarrebbero un bene comune alla umanità intera per il vantaggio di pochi.

Se la canapa è un esempio di privatizzazione della natura, anche nella sua “reintroduzione” si ravvisa purtroppo la longa mano dei soliti furbetti del quartierino.

Non a caso fioccano proposte di legge riconducibili a quel vecchio mondo in gran parte responsabile della situazione attuale e alle lobby economiche a loro vicine che si avventano sul bisenesse.

Nessuna merce è esente dalla globalizzazione e non ci sentiamo di escludere che parte dei prodotti alimentari ottenuti da semi, farine e olio di canapa commercializzati in Italia anche da marchi italiani, provengano dal mercato estero.

Come per quella pratica commerciale già nota per i cereali impiegati da marchi di pasta italiana, pasta secca preparata con farine di grano macinato in Italia ma importato da paesi extracomunitari.

Non ci occupiamo dell’aspetto alimentare della canapa e ci sentiamo comunque per impostazione, di poter consigliare solo quelle produzioni delle quali conosciamo personalmente i campi, la qualità e pulizia del terreno, le provenienze dei venti e piogge, le falde idriche, chi li coltiva e il sentire che li anima oltre al metodo colturale utilizzato.

Proprio perche siamo alchimisti del compostaggio, della fermentazione e della macerazione della biomassa della canapa, siamo consapevoli delle potenzialità fermentative dei suoi semi freschi. Ancora freschi e ricchi di acqua, dell’azoto che compone le loro molecole organiche vitaminiche e proteiniche, acidi grassi polinsaturi, zuccheri semplici e altro, costituiscono un ottimo mix per innescare il compostaggio.

Noi li usiamo come starter per far ripartire la seconda fermentazione del compost di canapa arricchito delle alghe, humus fossile e minerali per l’ultimo processo di trasformazione necessario ad ottenere il nostro concime granulare.

Alle volte le farine di canapa sviluppano muffe (micotossine) perche ottenute da semi già fermentati durante o subito dopo la trebbiatura per inesperienza degli improvvisati novelli agricoltori che nella coltivazione della canapa, ultimamente sempre più in voga, non scarseggiano.

Per questi motivi l’unico link ad un sito italiano della canapa è quello di Assocanapa: non saranno certamente gli unici ma sicuramente i loro prodotti alimentari sono ottenuti da piante coltivate in Italia e sicuramente non da semi e farine inquinate da muffe o trattati chimicamente per sterilizzare e proteggere le sementi non alimentari fino al momento della semina o destinate alla zootecnia, acquistabili a poco prezzo su circuiti internazionali.

Hanno molti campi coltivati e da anni, certamente non scarseggiano di materia prima della esperienza e conoscenza necessaria ad evitare gli errori tipici dei canapicoltori improvvisati.

Conoscenza e esperienza alle volte millantata da risibili autoproclamati esperti canapicoltori come certi portaborse di politici locali a noi noti che non nominiamo.

Li osserviamo utilizzare denaro pubblico per finanziare campi “sperimentali” che oltre a non innovare né superare i livelli di chi la canapa la coltiva veramente, purtroppo non riescono neanche raggiungerli, “grazie” alla scarsa conoscenza di alcune basilari pratiche agricole applicate alla coltura della canapa.

Basti osservare le foto dei loro campi da loro postate sulle loro pagine con quel vanto inconsapevole del fallimento per comprenderne lo spessore: Riescono ad ottenere campi ricchi di piante infestati persino con la canapa che è tra tutte le piante, quella per eccellenza più immune alle infestanti, che fenomeni!

In realtà, di produttori piccoli e sicuri ma senza sito web ne conosciamo diversi: producono farine, pasta secca, pane, biscotti e altro ancora, a partire da canapa e varietà di cereali antichi da loro recuperate.

Questi piccoli produttori agricoli oltre alla canapa coltivano alcune varietà di grano antico, di maggior pregio ma meno produttive e per questo inadatte allo sfruttamento imposto dalla grande produzione industriale agroalimentare intensiva.

Grazie a queste persone, varietà come ad esempio la Solina e diversi altri tipi di farro, avena e orzo sono stati salvati da estinzione certa a tutto vantaggio della biodiversità e salute alimentare.

Non hanno una presenza virtuale sul web e non compaiano in una ricerca dei produttori di alimenti alla canapa ma sono fisicamente presenti ed attivi nelle reti di resistenza contadina citate in testa alla lista dei link segnalati in fondo alla pagina.

Quelle reti, sono le uniche, senza nulla togliere agli altri produttori che però non conosciamo direttamente, che ci sentiamo di garantire completamente, conoscendone la filosofia che le anima e il loro sistema di controllo e autocertificazione interna.

Preziose alternative resistenziali in un paese dove il biologico è un biseness non privo di frodi, come le frequenti cronache giudiziarie e giornalistiche dimostrano.

Contrariamente a quanto le romantiche visioni della canapa potrebbero lasciare immaginare per una pianta a vocazione biologica e fonte di infiniti derivati, qualitativamente superiori e alternativi ai prodotti della chimica, è un mondo strano e non sempre etico o animato da nobili principi, quello della imprenditoria che si avventa sul mercato della canapa e nel corso degli anni ci è capitato di tutto.

Esistono anche siti come quello che ha nel titolo un nome di donna oltre alla parola canapa, che dichiarano cose false e questo in particolare, che non nominiamo, afferma di produrre olio ed ottima farina per alimenti da semi di canapa coltivata a Turania.

Conosciamo bene sia il luogo che il personaggio, ha coltivato effettivamente canapa nel territorio di Turania per una unica stagione nel 2014 ma la farina di semi da lei prodotta si era inacidita, rancida e inutilizzabile per alimenti.

Nonostante la avessimo in molti avvertita ha voluto comunque utilizzarla per confezionare alimenti che poi ha commercializzato e pur non coltivando più la canapa in quel luogo continua ancora ad affermarlo sul suo sito.

Quel campo nella nostra zona lo conosciamo bene e da allora è incolto, una falsa località di produzione che permane sulla sua pagina web, nonostante i nostri ripetuti inviti a rimuoverla.

Dalla lista dei link abbiamo escluso tutti quelli che pubblicizzano le fiere della canapa, anche se alcuni di questi siti hanno contenuti anche condivisibili.

Sarebbe per noi contraddittorio proporre modelli altri, criticando quel ricco settore di mercato che in negozi ed eventi commerciali dedicati, smercia concimi in larga parte chimici oppure sementi ibride F1 terminate e poi rimandare chi capita sul nostro sito a pagine che a quelle fiere e a quel settore commerciale invitano.

Le piante ottenute da semi F1, se impollinate daranno semi dai quali nasceranno piante deboli con caratteristiche notevolmente inferiori rispetto a quelle della pianta che li ha generati.

Occorrerà quindi riacquistare nuovi costosi semi ad ogni ciclo, seguendo la stessa logica di mercato tanto cara a quelle holding che speculano sulle produzioni agricole e che strozzano i contadini in tutto il mondo.

Le motivazioni etiche della nostra scelta della vendita diretta, sono illustrate nella pagina “FILIERA CORTA”.

Rivendichiamo il diritto della umanità tutta all’intero patrimonio botanico del pianeta e sosteniamo le battaglie in difesa dei beni comuni, disapproviamo tutti i soggetti commerciali che mirano a brevettare le biodiversità o le neovarietà e gli ibridi da esse ottenute privatizzando la natura.

Avversiamo le imprese che commercializzano tali semi ibridi F1 o i “terminati” che danno solo semi sterili, siano essi la Monsanto o la ditta di semi di cannabis con la bella immagine in copertina, così come non amiamo chi commercializza concimi chimici che inquinano l’acqua, le terre e i prodotti della Natura da essi ottenuti.

Per questi motivi, i link che ci sentiamo sicuramente di consigliare sono i seguenti:

*Il blog di Genuino Clandestino, che coordina le reti italiane di resistenza contadina: https://genuinoclandestino.noblogs.org/

*Il blog di TerraTerra, emanazione del Genuino Clandestino in centro Italia: https://terraterra.noblogs.org/

*Via Campesina, sito mondiale in tre lingue (EN, FR, ES): http://viacampesina.org/en/

*Coordinamento Europeo Via Campesina in 5 lingue (DE, EN, ES, FR, IT): http://www.eurovia.org/?lang=it

*Stop TTIP Europa, disponibile in 6 lingue ( EN, FR, DE, ES, PL, IT) : https://stop-ttip.org/it/?noredirect=it_IT

*Stop TTIP Italia : http://stop-ttip-italia.net/

*Comune info, sito che reclama la proprietà della umanità su i beni comuni: http://comune-info.net/

*International Forum on Globalization, attivo dal 1994, denuncia i disastri di questo modello di sviluppo, dai cambiamenti climatici agli OGM. In stretto rapporto con i movimenti eco ambientalisti mondiali : http://ifg.org

*Un’esponente di spicco dell’International Forum on Globalization è proprio Vandana Shiva: http://ifg.org/vandana-shiva/

*Il sito della Dr. Vandana Shiva: http://vandanashiva.com/

*La pagina March Against Monsanto, lancia le mobilitazioni contro la prepotenza delle multinazionali: https://www.facebook.com/MarchAgainstMonstanto?fref=nf

*NO PATENTS ON SEEDS, sito mondiale che denuncia la privatizzazione delle biodiversità reclamandone alla umanità la legittima proprietà: https://no-patents-on-seeds.org/

*Sito del NO EXPO: http://www.noexpo.org/

*Sito AssoCanapa, prima storica organizzazione di categoria che ha permesso la reintroduzione della coltivazione di canapa ponendosi come interfaccia tra agricoltori, Europa e istituzioni locali : http://www.assocanapa.org/

*Million marijuana March Italia, sito italiano ufficiale della enorme rete mondiale che si batte per la restituzione all’umanità della Cannabis. Attivo in Italia dal 2000, si distingue per la netta avversità ai monopoli e relative privatizzazioni della pianta e derivati: http://www.millionmarijuanamarch.info/

*la fine del mondo proibizionista è il blog della omonima rete antiproibizionista, radicata e diffusa nelle realtà di base, in tutto il territorio dal 2000: https://lafinedelmondoproibizionista.wordpress.com/

*CSOA Forte Prenestino (Roma), Pagina del Centro Sociale Occupato e Autogestito dal 1986, noto per le sue innumerevoli e variegate magnifiche iniziative: http://forteprenestino.net/

*CSOA Lab 57 (Bologna), preziosa pagina informativa ricca di conoscenza, utilissima risposta ai danni provocati dalla ignorante propaganda proibizionista: http://lab57.indivia.net/

*CanaPisa – OsservatorioAntiPro, pagina che produce da 15 anni la omonima Street in maggio a Pisa: http://osservatorioantipro.org/

*Aroma Crew – cannabis social club, pagina di un CSC italiano autentico: https://www.facebook.com/pages/AromaCrew/1581739618745463?ref=hl

*Il sito e il blog di Fuoriluogo, sono curati dalla storica associazione Forum Droghe, fondata dallo scomparso illuminato Giancarlo Arnao: http://fuoriluogo.it/sito/

*3 leggi per la Giustizia e i Diritti, una campagna conclusasi per la raccolta di firme per una proposta di iniziativa popolare per produrre una nuova legge su carcere, droga e tortura: http://www.3leggi.it/

*Associazione Antigone, una ONLUS che si occupa dei diritti delle persone recluse e più in generale di difesa dei diritti umani: http://www.associazioneantigone.it/

*Hemp Project, pagina FB che parla di canapa con particolare attenzione alla eco sostenibilità generale: https://m.facebook.com/hemprojectsocial?refid=52&_ft_=top_level_post_id.885717291467590

*A.C.A.D. Onlus, l’Associazione Contro gli Abusi in Divisa, è nata dall’intenso lavoro di un gruppo di attivisti che da diversi anni si occupano di abusi commessi dalle forze dell’ordine. Piu’ info qui: sito web, pagina facebook