Insulti, calunnie, diffamazione e minacce a mezzo stampa contro BioCannabis che ha osato obiettare, opponendosi a due pericolose proposte di legge.

15 Ago

In data 27 e 28 luglio 2015, abbiamo pubblicato sul sito biocannabis.it due articoli di critica ed approfondimento riguardo le proposte di legge della Camera e della Regione Lazio di modifica della attuale normativa sulla coltivazione agro industriale della Canapa:

1. “CENTRALI A BIOMASSE?”
(http://biocannabis.it/?p=427)

2. “SE RIUSCISSERO A TRAMUTARE IN LEGGE QUESTI DISEGNI, SAREBBE IL PRIMO ECODISASTRO DELLA STORIA PERPETRATO CON LA CANAPA”
(http://biocannabis.it/?p=452)

Abbiamo fatto riferimento alle versioni ufficiali disponibili sui siti istituzionali al momento in cui gli articoli stessi sono stati redatti e, ad oggi, sebbene tali proposte di legge siano state ulteriormente revisionate, nessuno degli emendamenti approvati ne ha mutato la sostanza, confermando quanto riportato sul nostro sito:

1. “DISPOSIZIONI PER LA PROMOZIONE DELLA COLTIVAZIONE E DELLA FILIERA AGROINDUSTRIALE DELLA CANAPA”
C. 1373 Lupo, C. 1797 Zaccagnini, C. 1859 Oliverio
(http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/pdf/2015/03/26/leg.17.bol0413.data20150326.com13.pdf)

2. “INTERVENTI PER PROMUOVERE IL RIPRISTINO DELLE COLTIVAZIONI DI CANAPA (CANNABIS SATIVA) E LE RELATIVE FILIERE PRODUTTIVE NEL TERRITORIO DELLA REGIONE”
N. 205 del 24 ottobre 2014 – D’iniziativa de Consiglieri De Paolis, Bonafoni, Quadrana, Valentini, Petrangolini, Avenali, Agostini, Bellini
(http://atticrl.regione.lazio.it/allegati/propostelegge/TESTI_PROPOSTI/PL%20205.pdf)

Partendo dall’analisi delle due proposte, abbiamo operato un confronto con l’attuale normativa e proposto alcune soluzioni legislative sul tema che, in quanto agricoltori, ci riguarda in prima persona e da molto tempo.

Inoltre, ci è parso legittimo esprimere il nostro punto di vista non solo come operatori del settore, ma anche come cittadini, rispetto a quei punti di entrambe le proposte che più ci impensieriscono e che riguardano la previsione d’impiego della biomassa di canapa proveniente da opere di fitodepurazione di siti contaminati da metalli pesanti ed altri agenti inquinanti nelle centrali a biomassa esistenti, per la produzione energetica,

Sulla base di tali presupposti e con animo sereno, ci siamo impegnati nel produrre un’analisi quanto più approfondita possibile, a tratti anche aspra e critica, ma pur sempre ben documenta e veritiera, citando solo fonti certe e senza mai scadere in alcun tipo di offesa, senza insultare, callunniare e/o diffamare nessuno, consapevoli di poter praticare il diritto alla libera espressione delle nostre idee, come garantito dai principi costituzionali.

Evidentemente, però, alcuni non sopportano le critiche, benchè le nostre siano state fin troppo pacate, né vorrebbero riconoscerci il diritto di esprimere la nostra opinione sulle proposte di legge che riguardano la modifica della normativa vigente e che si rifletteranno sul lavoro che svolgiamo. Così, per spostare l’attenzione dall’analisi di alcuni, discutibilissimi contenuti delle suddette proposte, c’è chi ha sentenziato che i nostri articoli fossero stati realizzati al solo scopo di pubblicizzare la nostra azienda agricola.

Forse, a noi che pratichiamo agricoltura e coltiviamo canapa, non è riconosciuto lo stesso sacrosanto diritto, riconosciuto e scontato per chi lavora in ogni altro campo, dalla sanità alla istruzione e addirittura nella giustizia, di poter criticare le leggi di modifica delle proprie condizioni di lavoro, perche lavoriamo la terra e la loro scarsa cultura e sensibilità civile ci immagina contadini ignoranti e sottomessi.

Siamo stati insultati, diffamati, calunniati e minacciati ripetutamente, per più giorni e su più pagine Web, con intimidazioni reiterate e finalizzate al doppio scopo di distogliere la discussione dagli articoli delle Proposte di legge e creare un clima minatorio e di discredito attorno alle nostre persone e alla nostra attività della Società Semplice Agricola Biocannabis.

Tutto questo ci conferma che siamo nel giusto e ci spinge a continuare nella nostra azione, che a breve rilanceremo con ulteriori dettagli ed allargheremo alle realtà resistenziali, partendo dalle realtà di resistenza contadina elencate nella pagina sul nostro sito ”LINK CONSIGLIATI”, le realtà territoriali che praticano autogestione e quelle reti di comitati anti inceneritori e no centrali a biomassa indicate nei link in coda alla pagina: http://biocannabis.it/?p=427 alle quali stiamo già iniziando a lanciare l’allarme per indire una assemblea nazionale sul tema in autunno che lanci una forte mobilitazione contro questo pericolo incombente, prima che le due pericolose PL vengano tramutate in leggi.

Il contesto nel quale si inseriscono queste due PL è quello descritto nell’articolo del Fatto Quotidiano del 12 agosto sul decreto “sblocca Italia”, che prevede di dirottare parte dei sovvenzionamenti previsti per le energie rinnovabili nella costruzione di 12 nuovi inceneritori per la produzione di energia elettrica anche bruciando “rifiuti speciali non pericolosi o pericolosi a solo rischio sanitario”, come spiegato negli articoli al link http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/08/11/sblocca-italia-nel-decreto-del-governo-12-nuovi-inceneritori-in-10-regioni/1950788/ e alla foto in basso a questa pagina , entrambi del FattoQuotidiano.
Per questi motivi, per salvaguardare le nostre immagini dal danno subito a seguito delle sue dichiarazioni rivolte sia alla nostra azienda agricola che personalmente al suo amministratore, il tre agosto 2015, abbiamo sporto regolare denuncia alle autorità competenti nei confronti del sig. Emiliano Stefanini, per calunnia, diffamazione e minacce a mezzo stampa reiterate nel tempo e in più pagine web, riservandoci di valutare in seguito con i nostri legali le posizioni di altre persone coinvolte a vari livelli e diverse responsabilità nella vicenda che abbiamo subito.

Abbiamo allegato alla DENUNCIA QUERELA, le stampate su carta degli screen shot (foto) con le relative URL e gli stessi file digitali in un CD, riservandoci di integrare successivamente quella documentazione con altro materiale probatorio di altre successive dichiarazioni dello stesso tenore che continuiamo a raccogliere per inserirle agli atti al fine di provare i danni subiti.

Abbiamo poi convenuto e dato mandato, in accordo con i nostri legali coordinati dall’ Avv. Elia De Caro del Foro di Bologna, di inviare anche una diffida allo Stefanini per intimargli di interrompere immediatamente questa sua azione nei nostri confronti della quale avremo modo di approfondire nelle sedi competenti.

Abbiamo sentito lo Stefanini insultarci in ogni modo in un monologo senza fine e senza contraddittorio, su pagine lette da decine di migliaia di persone, tentando di intimidirci con minacce che ci fanno sorridere. Ci chiediamo anche come i responsabili di quelle pagine abbiano potuto permettere tutto questo senza che nessun moderatore sia intervenuto a bloccarlo per tutelarci da questi incredibili sproloqui,senza controllare le fonti, permettendogli anzi di continuare con i suoi comizi a senso unico.

Continua dal giorno della pubblicazione a minacciare querela nei confronti degli estensori dell’articolo di BioCannabis, arrivando perfino a pubblicare gli articoli di legge sulla diffamazione a mezzo stampa che suo dire avremmo commesso nei suoi confronti, con tanto di pene previste anche per Facebook.

Strano che accusi noi di un reato di diffamazione a mezzo stampa, dimostrando di conoscere la gravità dell’atto pure sulle pagine Facebook, dove solo lui ha inveito contro noi e senza che nessuno di BioCannabis sia mai intervenuto a rispondergli, limitandoci ad osservarlo, fotografando e documentando le sue gravissime affermazioni. Proprio su più pagine Facebook ci ha descritto come dei viscidi, malati di mente, idioti, idioti in malafede, infami fascisti, fascisti in malafede, finti agricoltori, canapicoltori autodefiniti, incompetenti e folli, falsi difensori dei beni comuni, dall’agire truffaldino finalizzato al solo arricchimento personale, inquinatori delle falde acquifere eccetera eccetera.

Ha disprezzato il nostro lavoro e la nostra azienda definendola abusiva, ha minacciato di mandare a sequestrare la nostra attività e bonificare l’area facendo intervenire il MIPAF, l’ARPA, l’ISPRA, il comune di competenza, la Guardia Forestale Dello Stato e la Polizia Provinciale, come se costoro si prestassero alle sue vendette contro gli oppositori politici che osano criticare le due proposte di legge di Camera e Regione Lazio.

Ha definito il nostro un impianto di compostaggio sprovvisto di autorizzazioni, equivocando con una normativa che non ci riguarda e che norma la attività degli impianti di compostaggio che ottengono compost come SOTTOPRODOTTO dei rifiuti differenziati organico/umido, che in quegli impianti vengono separati da carta, plastica stoffa e altro e che vengono poi inviati in discarica.

Li dentro ci può essere di tutto, ossa, carne, olio, pasta, sugo ecc, ed è normale sia monitorato e normato, Il nostro non è un SOTTOPRODOTTO dei rifiuti ma un PRODOTTO AGRICOLO.

Il nostro è un PRODOTTO unico e originale, ottenuto dalla fermentazione aerobica della canapa, simile all’Humus di lombrico, ottenuto dalla digestione di letame ovino, bovino, caprino e come quello non necessita di autorizzazioni per la sua produzione ma solo per la successiva immissione in commercio.

Anzi, a differenza dell’humus che è prodotto da letame con probabile presenza di urea, è meno impattante perché non produce reflui di ammoniaca e neanche gas essendo una fermentazione aerobica, un processo simile a quello che avviene nel sottobosco con la macerazione delle foglie.

Strano che una persona che si definisce “attivista antidiscariche” non conosca la normativa su i rifiuti.

Strano che una persona che si definisce impegnato nella difesa e diffusione della canapa per ogni suo possibile utilizzo, annunci l’invio delle “truppe di terra, di cielo e di mare”, come fece qualcuno da un balcone decenni fa nell’annunciare una dichiarazione di guerra, per sequestrare canapa compostata.

Ha poi affermato che coltiviamo canapa illegalmente in un terreno sottoposto a vincolo di rimboschimento; chiunque ha coltivato almeno una volta la canapa sa bene che la procedura prevede che nella comunicazione di avvenuta semina, ci sia tra gli altri documenti, anche la piantina del foglio catastale.

Le particelle della nostra coltivazione al catasto sono indicate come ”SEMINATIVI”, del resto sarebbe impensabile che in tanti anni i militari della caserma locale dei CC non se ne fossero accorti se fosse veritiera la sua accusa.

Strano che una persona che si definisce sulle locandine anche di convegni in luoghi istituzionali per la presentazione della 205/2014 come in Regione Lazio “esperto canapicoltore” non conosca la procedura necessaria prevista dalla attuale normativa per coltivare la canapa.

Nelle due proposte di legge è prevista la combustione della biomassa della canapa utilizzata per disinquinare i terreni da metalli pesanti e veleni vari in impianti per la produzione di energia elettrica, come da noi riportato nell’articolo sul nostro sito al Link http://biocannabis.it/?p=452 e che rivendichiamo e confermiamo totalmente.

Le modifiche successive con i nuovi emendamenti non ne cambiano il senso e, nel caso della PL della Camera, essi sono addirittura peggiorativi, come con l’emendamento del 28 luglio, dove nel pessimo Articolo 2 Comma 3, il limite dei 150KW di impianto per la autoproduzione energetica aziendale con la biomassa di piante utilizzate per disinquinare è sparito. Quindi ora, se sciaguratamente divenisse legge, potrebbero bruciare quella biomassa inquinata in impianti senza limiti di potenza e illimitata portata, nonostante ciò sia in contrasto con la normativa in materia.

Il nostro articolo ha scatenato le ire dello Stefanini, per essere stato da noi indicato come colui che ha collaborato sia alla PL regionale che a quella della Camera, come da lui stesso affermato al minuto undici circa del video al link: http://www.canapalive.it/la-canapa-una-risorsa-per-la-regione-lazio-promo-video/ .

Del resto, anche la stessa Dott.ssa Elena Tummeacciu di Canapalive (“El Tumme” su FB), rispetto all’emendamento del 28 luglio Art. 2 Comma 3 della PL della Camera ha affermato nel suo post del 11 agosto alla URL https://www.facebook.com/groups/freeweed.it/permalink/1003583169676288/ quanto segue: “..i 150 KW a cui si è fatto riferimento, sono stati tolti proprio grazie anche ad Emiliano che si è potuto accorgere essendo all’interno..”.

Emiliano è Emiliano Stefanini e ad affermarlo è una sua collaboratrice di Canapalive che molto si è spesa per difendere le due PL sulle stesse pagine in questione, che dire? Grazie Emiliano del bel risultato, finalmente si potrà bruciare canapa inquinata da veleni vari per la produzione di energia elettrica in impianti di illimitata potenza!

Strano che una persona che si definisce attivista ambientalista e a suo dire addirittura contrario alle centrali a biomassa e non felice di bruciare la canapa,affemando ripetutamente: “..è solo l’ultimo degli usi che ne farei..”, abbia potuto agire addirittura per permetterlo con quella inquinata, in impianti senza limiti di potenza e quindi molto più grandi e pericolosi per la salute della popolazione limitrofa.

O forse non è strano, forse Emiliano Stefanini è fatto così, è la stessa persona che sul sito della associazione Canapalive della quale è vicepresidente si definisce “..responsabile politiche per l’ambiente di Sel..”, smentito da Marco Furfaro che quell’incarico lo ricopre veramente con mandato affidatogli dal congresso che nella sua lettera da noi ricevuta e pubblicata al lik http://biocannabis.it/?p=468 lo precisa senza ombra di dubbio e termina comunicandoci la sua disponibilità a discutere e confrontarci sulle posizioni di SEL in materia.

Continueremo senza mai arretrare la nostra battaglia non temendo minacce infondate e non accetteremo che la canapa venga usata come strumento per avvelenare l’aria e la vita di chi la respira, l’aria è indispensabile alla vita e la respiriamo tutti.

Buon ferragosto a tutte e tutti.

 

ilfatto12inceneritori