Aggiornamenti e reazioni dopo l’allarme lanciato il 18 settembre attraverso il nostro sito web, riguardo il tentativo di riportare la canapa in Tabella 1 – DROGHE PESANTI – del DPR 309/90, con un provvedimento ben occultato in quella ormai tristemente famosa Proposta Legge che, in teoria, avrebbe dovuto consentire il rilancio della coltivazione e della trasformazione della canapa in campo agronomico, ma…

7 Ott

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Non più in silenzio, prosegue alla Camera l’esame del testo unificato delle proposte di legge recanti “Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa” (C. 1373 Lupo, C. 1797 Zaccagnini, C. 1859 Oliverio e C. 2987 Dorina Bianchi – Rel. Terrosi, PD) e proseguono anche le vicissitudini intorno all’Articolo 9, Comma 1, ovvero il provvedimento che, una volta promulgata la legge, avrebbe avuto l’effetto di riportare la canapa nella Tabella I del Testo Unico sulle sostanze stupefacenti, come ai tempi della Fini‐Giovanardi.

Conclusasi il 28 luglio, nella più manifesta esultanza di tutti i deputati dei vari schieramenti politici, la fase referente in XIII COMMISSIONE (AGRICOLTURA) – secondo quanto riportato sul Bollettino delle Giunte e delle Commissioni Parlamentari Nr. 491 del 28/07/2015, da pag. 273 (vedi: http://goo.gl/JjsTZ7) e così come tiene a sottolineare, orgogliosamente, la stessa relatrice Alessandra TERROSI (PD), con un comunicato stampa sul proprio sito web (vedi: http://goo.gl/xnYmOG) – la Proposta Legge è ora in corso di esame in sede consultiva presso le altre commissioni della Camera che dovranno esprimere un parere in base alle competenze.

Avevamo lanciato l’allarme, a partire dal 27 luglio, circa i pericolosi provvedimenti contenuti sia in questa PL alla Camera, che nell’altra alla Regione Lazio, simile per quanto riguarda la criticità di alcuni punti e che legittimerebbero entrambe la combustione di canapa impiegata per la fitodepurazione di siti contaminati con metalli pesanti ed altri agenti inquinanti in impianti a biomassa per la produzione energetica industriale (vedi: www.biocannabis.it/?p=427) e, dopo un ulteriore allarme, lanciato sempre attraverso il nostro sito web il 18 settembre, riguardo la previsione di modifica del DPR 309/90 (vedi: www.biocannabis.it/?p=539), ci siamo adoperati nel limite delle nostre possibilità per diffonderlo, facendo pressione su quei deputati che hanno provato a minimizzare la questione, pur essendo rimasti inspiegabilmente silenti fino a quel momento (vedi: www.biocannabis.it/?p=569) e cercando di rintracciare ruoli e responsabilità politiche di questa tristissima vicenda, anche attraverso il monitoraggio costante delle commissioni in sede consultiva.

Ebbene, a distanza di due settimane, questo lavoro ha iniziato a dare qualche frutto ed oggi siamo in grado di segnalarvi, con moderata soddisfazione, che il provvedimento di modifica del DPR 309/90 è stato bloccato in XII COMMISSIONE (AFFARI SOCIALI), durante l’esame in sede consultiva del 30 settembre 2015 (vedi Bollettino 513, da pag. 195: http://goo.gl/jscL3s).

Inoltre, proprio nelle ultime ore, è stato registrato un analogo risultato dell’esame in sede consultiva anche in II COMMISSIONE (GIUSTIZIA) (Vedi Bollettino 516, da pag. 36: http://goo.gl/zSnoNP): un risultato che attendevamo da un momento all’altro ed arrivato ieri, 6 settembre, a seguito delle osservazioni dei deputati Daniele FARINA (SEL) e – finalmente – Vittorio FERRARESI (M5S), che sono state verbalizzate in sede consultiva del 29 settembre 2015 (vedi Bollettino 512, da pag. 26: http://goo.gl/jRflfz), mandando letteralmente “in fumo” quanto auspicato da chi, come il deputato Adriano ZACCAGNINI (SEL), principale autore del provvedimento e Vicepresidente della XIII COMMISSIONE (AGRICOLTURA) dal 7 maggio 2013 al 20 luglio 2015, riteneva possibile eludere la discussione alla Camera e l’imminente il passaggio della PL al Senato, per l’approvazione definitiva: «Il vantaggio è che essendo un testo unificato sul quale tutte le forze politiche sono d’accordo, dovremmo votare direttamente in commissione senza passare dalla discussione alla Camera. Poi il testo passerà al Senato che può effettuare delle modifiche o meno. Io credo nella possibilità che anche il Senato l’approvi senza fare modifiche, e in questo caso potrebbe darsi che la legge venga promulgata entro dicembre» (Vedi: http://goo.gl/4UsSX6).

Nonostante la buona notizia, riteniamo però opportuno segnalare anche l’attività di quelle commissioni dove l’esame in sede consultiva della PL per il rilancio della coltivazione e della filiera della canapa si è concluso, nostro malgrado, con un parere favorevole e senza condizioni: parliamo della I COMMISSIONE (AFFARI COSTITUZIONALI) (vedi Bollettino 501 del 09/Set/2015, da pag. 44: http://goo.gl/qUCNjc) e della XIV COMMISSIONE (POLITICHE DELL’UNIONE EUROPEA) (vedi Bollettino 509 del 23/Set/2015, da pag. 168: http://goo.gl/QWazA4).

Nella I COMMISSIONE (AFFARI COSTITUZIONALI), formata da 45 deputati (di cui 22 del PD, 7 del M5S, 2 di SEL), nessuno ha ritenuto opportuno sollevare delle osservazioni sull’ipotesi d’impiego della biomassa di canapa contaminata da metalli pesanti ed altri agenti inquinanti prevista nella Proposta Legge, benché – come vedremo di seguito – essa sia in netto contrasto con la normativa vigente, così come nessuno dei 5 componenti del cosiddetto Intergruppo Cannabis Legale (di cui 3 del PD, 1 di M5S, 1 di SEL) ha avuto da obbiettare riguardo l’ipotesi di riportare la canapa con THC superiore all’1% nella Tabella I del DPR 309/90, se non concorrere alla formulazione di un parere favorevole con osservazioni: «valuti la Commissione di merito l’opportunità di coordinare, all’articolo 9 la novella dell’articolo 14, comma 1, lettera a), n. 6 del decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990 con la disposizione di cui al medesimo articolo 14, comma 1, lettera b), n. 1», nonostante l’aver inciso in modo pervasivo sul sistema classificatorio delle sostanze psicotrope, così da pervenire alla equiparazione tra cosiddette “droghe leggere” e “droghe pesanti” abbia già rappresentato uno dei criteri di valutazione in base a cui fu cancellata la Legge 49/2006 “FINI‐GIOVANARDI”, con sentenza della Corte Costituzionale 32/2014 (vedi: http://goo.gl/EULqjb).

Esito analogo, se non peggiore, in XIV COMMISSIONE (POLITICHE DELL’UNIONE EUROPEA), formata da 43 deputati (di cui 22 del PD, 6 di M5S, 1 di SEL), dove senz’altro non ci saremmo mai aspettati, almeno da parte dei 7 deputati che hanno aderito al famigerato Intergruppo Cannabis Legale (4 del PD, 2 di SEL, 1 del gruppo misto) un parere favorevole senza osservazioni né condizioni all’intero testo della PL, quindi compreso il re‐inserimento della canapa in Tabella 1, nonostante le raccomandazioni contenute nella Decisione Quadro 757/GAI/2004 (http://goo.gl/zvmz0L) e nel Rapporto Catania (vedi: http://goo.gl/RA8iaJ), che i commissari in Politiche dell’Unione Europa dovrebbero conoscere molto bene e cercare di far valere, soprattutto quelli che si dichiarano a favore della decriminalizzazione e della normalizzazione del consumo personale di cannabis, tanto da partecipare ad una iniziativa parlamentare per la legalizzazione in Italia.

Ora, attendiamo con molto interesse il parere della VIII COMMISSIONE (AMBIENTE, TERRITORIO E LAVORI PUBBLICI)l’esame è previsto per oggi pomeriggio, 7 ottobre – in merito ai provvedimenti che riguardano la combustione della biomassa inquinata per la produzione energetica in impianti a biomassa, ricordando che, oltre costituire un pericolo per la salute pubblica, essi sono anche in netto contrasto con la normativa vigente.

Nell’articolo pubblicato il 28 luglio 2015 sul nostro sito web, in cui denunciavamo il pericolo insito della PL alla Camera ed in quella analoga alla Regione Lazio (vedi: http://biocannabis.it/?p=452), avevamo già citato il Rapporto ISPRA 111/2010, che esclude la possibilità di combustione nei suddetti impianti di «vegetali inquinati da metalli pesanti», seppur esistono anche altri riferimenti normativi che, a nostro parere, non potrebbero essere ignorati e che, pertanto, vogliamo evidenziare, augurandoci un esame altrettanto accurato anche da parte della VIII COMMISSIONE (AMBIENTE, TERRITORIO E LAVORI PUBBLICI).

Il Rapporto ISPRA 111/2010, infatti, fa riferimento al Decreto Legislativo n.133 dell’11 maggio 2005, Art.3 “Esclusioni”, comma 1, lettera “a)”, punto 4 (http://goo.gl/sn2yGY) e cioè alla attuazione della Direttiva del Parlamento europeo 2000/76/CE del 4 dicembre 2000 sull’incenerimento dei rifiuti (http://goo.gl/z3ZEEd).

Nulla da aggiungere, invece, sull’operato dei deputati in XIII COMMISSIONE (AGRICOLTURA), dove ci sono ben 9 componenti dell’Intergruppo Cannabis Legale che, dopo aver ampiamente esultato per il «grande risultato» conseguito il 28 luglio 2015 (vedi: http://goo.gl/QZ9oOj), ora «preannunciano battaglia» a quella stessa Proposta Legge di cui sono stati i promotori.

A tal proposito, leggendo l’articolo di Leonardo Fiorentini del 30 settembre sul portale  Fuoriluogo.it (vedi: http://goo.gl/8Ldn5s), rimaniamo stupiti ed impossibilitati a comprendere come abbia potuto scambiare il deputato Zaccagnini, che è il principale artefice del provvedimento di modifica del DPR 309/90 (la Proposta Legge, se approvata, si chiamerebbe, per l’appunto, “Lupo, Zaccagnini, Oliviero, Dorina Bianchi”), per un ipotetico, nostro indomito paladino, identificandolo come colui che avrebbe «preannunciano battaglia» in Commissione Giustizia, dato che Adriano Zaccagnini NON è un commissario in tale commissione e pure che lo fosse mai stato (ma non è questo il caso), si sarebbe trattato, per le ragioni appena descritte, di una battaglia “Zaccagnini contro Zaccagnini”.

Persino la stessa relatrice in Commissione Agricoltura, Alessandra TERROSI (PD), a seguito dell’ottimo comunicato di FORUM DROGHE, firmato dalla Presidente, Dott.ssa Maria STAGNITTA ed al quale noi ci associamo, condividendolo completamente (vedi: http://goo.gl/Hk8UjM), ha rilasciato un comunicato stampa, il 30 settembre, in cui smentisce e contraddice le proprie dichiarazioni del 28 luglio, sempre in una sorta di battaglia “Terrosi contro Terrosi”: «La commissione Agricoltura della Camera non ha ancora licenziato alcun testo sulla coltivazione della canapa nel nostro Paese» (vedi: http://goo.gl/46D1nH), nonostante il 28 luglio 2015 avesse già affermato: «Si è conclusa in Commissione Agricoltura la fase referente della Legge recante norme per il sostegno e la promozione della coltivazione e della filiera della canapa… …Nella seduta di ieri, martedì 28 luglio sono stati votati emendamenti proposti sia dai commissari sia dalla sottoscritta. Non nascondo una certa soddisfazione per il risultato raggiunto» (vedi: http://goo.gl/xnYmOG) e, ancora, sempre nel comunicato stampa del 30 settembre, rispondendo a Forum Droghe: «Si tratterebbe, comunque, della coltivazione della sola canapa industriale».

La Onorevole Deputata del PD è anche Dottoressa in Scienze Agrarie, laureatasi presso la facoltà di Agraria della Università della Tuscia e ci risulta quindi difficile, con tutta la buona volontà possibile, poter credere che non sappia che “Canapa” è un nome volgare, il nome scientifico della specie botanica alla quale appartengono tutte le sue innumerevoli varietà è “Cannabis”. Canapa industriale non significa nulla, così come certamente saprà che “Sativa” è un termine che viene dal latino “sativus”, che significa semplicemente “coltivata in agricoltura” ed è quindi un aggettivo comune che distingue le piante non spontanee ed fa quindi parte di moltissimi nomi scientifici di vegetali come Aglio, Avena, Lattuga eccetera. Una deputata della Repubblica Italiana, poi, certamente non ignora che nelle Tabelle allegate al DPR 309/90 sono indicati i nomi dei principi attivi illegali e nel caso della Cannabis è THC, quindi è inutile arrampicarsi sugli specchi, oltre l’1% tutte le piante di Cannabis, di qualsiasi varietà ed i suoi derivati, con il provvedimento di cui all’Art 9, comma 1 della PL, tornerebbero in Tabella I, quella delle cosiddette “droghe pesanti”.

È sorprendente come la storia si ripeta giocando con i nomi, alla ricerca dell’equivoco quando c’è da vietare questa pianta: anche nel 1937 negli USA, per evitare che i contadini se ne accorgessero prima della approvazione definitiva della legge, usarono la sua definizione in lingua messicana volgare, invece che il nome proprio in l’inglese, “hemp”, nel produrre il “Marijuana Act”.

La TERROSI era già stata smentita (e forse non lo sapeva), anche dalla sua stessa compagna di partito in XII COMMISSIONE (AFFARI SOCIALI), Anna Margherita MIOTTO (PD), la prima ad accorgersi della previsione insita nella suddetta Proposta Legge di re-inserire la cannabis in Tabella I (Vedi Bollettino 504, da pag. 133: http://goo.gl/UlZHjX), sebbene durante tale seduta del 15 settembre, prima che la questione diventasse di dominio pubblico, una delle soluzioni contemplate per armonizzare il provvedimento della PL con l’attuale normativa sulle sostanze stupefacenti fosse non quella di bloccare tale, paradossale provvedimento, ma di modificare la Tabella 2 del DPR 309/90 che, dopo la cancellazione della Fini-Giovanardi, include nuovamente la cannabis ed i suoi derivati.

I 9 componenti dell’Intergruppo Cannabis Legale in Commissione Agricoltura sono sei del PD, due di SEL e uno del Gruppo Misto, oltre ai sette del partito di FERRARESI (M5S), seppur fuori dal gruppo di circa 220 parlamentari a favore della legalizzazione.

Sempre a proposito del deputato Vittorio FERRARESI, coerentemente con la nota che abbiamo pubblicato sul nostro sito web in data 24 settembre, in cui ci siamo impegnati finanche a ringraziarlo, se prima di fare vanto del proprio operato sui social‐network, rilasciando dichiarazioni poco veritiere – come è successo pochi giorni fa (vedi: www.biocannabis.it/?p=539) – avesse effettivamente compiuto il proprio lavoro alla camera, in questo caso opponendosi al re‐inserimento della canapa in Tabella I, prendiamo atto della sua osservazione depositata in data 29 settembre (vedi Bollettino 512, da pag. 26: http://goo.gl/jRflfz) e ce ne compiacciamo, seppur il deputato Daniele FARINA (SEL) abbia fatto la stessa identica cosa, senza la necessità però di anticipare, proclamare e propagandare il proprio intervento su Facebook.

Li osserviamo costantemente e stiamo facendo alle Commissioni Parlamentari impegnate su questa Proposta Legge quello che il Movimento 5 Stelle dichiarava di voler fare: aprire al mondo quelle stanze come una “scatola di tonno”, dicevano, noi lo facciamo da fuori il palazzo e gratuitamente. Teniamo d’occhio i politici mentre all’interno di un palazzo decidono di leggi che riguardano le vite delle persone che vivono fuori da quel palazzo e non molleremo finché non spariranno da questa PL sia il provvedimento che riporterebbe la canapa in Tabella 1 del DPR 309/90 che la parte riguardante la combustione di biomassa inquinata sia da questa PL che da quella in Regione Lazio.

Per altro, la notizia fresca e curiosa è che, mentre si annuncia la calendarizzazione, entro dicembre, della famosa proposta del cosiddetto Intergruppo Cannabis Legale, 9 deputati che ne fanno parte avevano già approvato il ritorno della cannabis in Tabella I – DROGHE PESANTI – del DPR 309/90, 1 in Commissione Agricoltura ed altri 7 dello stesso intergruppo che non hanno avuto nulla da obiettare il 23 settembre, quando ha espresso parere favorevole la XIV COMMISSIONE (POLITICHE DELL’UNIONE EUROPEA). Altrettanto curioso – se non bizzarro – è che, nonostante ora quel provvedimento non venga rivendicato da NESSUNO, a lanciare l’allarme per rendere noto l’inganno non siano stati gli addetti ai lavori parlamentari, ma una semplice azienda agricola: agricoltori che coltivano proprio la canapa e che, da luglio, si sono dovuti occupare anche di denunciare i pericoli di questa Proposta Legge alla Camera e dell’altra, simile per quanto riguarda l’ipotesi di combustione della biomassa di canapa inquinata, depositata alla Regione Lazio.

Una bizzarria che sfiora il grottesco, lo ripetiamo, se consideriamo che, prima del nostro allarme del 18 settembre, in Commissione Agricoltura questa Proposta Legge è stata ampiamente studiata, discussa ed infine licenziata in sede referente senza che nessuno dei 43 componenti (vedi: http://goo.gl/iLjl2z) si sia minimamente opposto, così come avvenuto in XII COMMISSIONE (AFFARI SOCIALI), dove è stato bloccato il provvedimento per riportare la canapa in Tabella I, ma non quello che legittimerebbe la combustione di biomassa inquinata e nelle altre 2 commissioni in sede consultiva che finora hanno rilasciato il proprio parere favorevole senza condizioni e cioè in I COMMISSIONE (AFFARI COSTITUZIONALI), il 9 settembre e, a maggior ragione, in XIV COMMISSIONE (POLITICHE DELL’UNIONE EUROPEA), il 23 settembre, dove, ad allarme diffuso ed oramai noto, neanche i 7 dell’Intergruppo Cannabis Legale ed i 6 del M5S (vedi: http://goo.gl/nt6Y5u) hanno avuto nulla da obbiettare.

Sempre nelle stesse tre commissioni ma esterni all’Intergruppo vi sono invece 18  deputati del M5S.

Le responsabilità maggiori, il primo, per averla scritta (forse con poca cognizione di causa) e la seconda, per essere stata la relatrice, a dir poco “distratta”, di questa Proposte Legge contenente il provvedimento per ripotare la canapa in Tabella I – DROGHE PESANTI – del DPR 309/90, oltre che la previsione illegale sulla combustione di biomassa inquinata, a nostro avviso vanno attribuite a Adriano ZACCAGNINI (SEL) e ad Alessandra TERROSI (PD).

La palma delle dichiarazioni in contrasto con la realtà, il primo, per aver affermato di aver sventato il tentativo di riportare la canapa in Tabella I prima ancora di essersene occupato, dichiarando di aver depositato delle osservazioni in Commissione Giustizia che, in realtà, sono state fatte solo dopo aver ricevuto pressione da parte nostra e la seconda, per essere riuscita a smentire se stessa sui siti istituzionali, vanno a parità di merito assegnate a Vittorio FERRARESI (M5S) e, ancora una volta, ad Alessandra TERROSI (PD).

Cogliamo l’occasione per ricordare il precedente, fallito tentativo della Ministra Beatrice LORENZIN (NCD) di riportare la Cannabis in Tabella I – DROGHE PESANTI – del DRP309/90, all’indomani della cancellazione della Fini/Giovanardi e segnaliamo che questo Partito Democratico, governa con quella destra che quella legge produsse nel 2006 ed alla quale la Deputata Dorina BIANCHI – Area Popolare (NCD – UDC) appartiene, oltre ad essere la firmataria di una delle proposte unificate in questa Proposta Legge, emendata e licenziata il 28 luglio dalla Commissione Agricoltura della Camera.

Inoltre, ed è solo una nostra ipotesi, ma volendo immaginare uno scenario politico possibile, proviamo a formulare una chiave di lettura: la Cannabis in tabella uno giocherebbe a favore della pessima proposta dell’intergruppo finalizzata a mettere sotto monopolio statale la coltivazione della cannabis.

Ovviamente non possiamo affermare che tutti sapessero anche se ci risulta difficile credere il contrario almeno dopo la diffusione del nostro allarme del 18 settembre scorso, soprattutto in quei canali molto frequentati anche da buona parte degli appartenenti alla famosa coalizione, alcuni dei quali hanno poi votato come abbiamo visto nelle Commissioni Affari Costituzionali e Rapporti con l’Europa.

La cannabis nuovamente in tabella uno affievolirebbe le critiche di quell’ampio movimento di base, unico in grado di riempire le piazze ma non rappresentato in parlamento e neanche dal chiacchiericcio sterile su FB, lontano dalle riviste di settore e dalle fiere commerciali, che da tempo denuncia il pericolo che la sbandierata concessione alla produzione personale casalinga, sia solo uno specchietto per le allodole. Una parte del provvedimento, che noi crediamo pensato come provvisorio, necessario nella parte iniziale per fare accettare quella proposta di legge ma destinato a essere cancellato alla prima finanziaria per i non raggiunti obiettivi di bilancio, individuando il mancato introito delle rivendite concessionarie, nella concorrenza delle autoproduzioni che sarebbero quindi cancellate, come già precedentemente accaduto in Canada con una impostazione simile. Tutto l’impianto della legge è finalizzato a reperire risorse finanziarie grazie alla tassazione delle rivendite in concessione governativa dei monopoli di stato, come anche i loro slogan confermano: “Coltivare l’economia” e “Legalizzare e tassare”.

Se questa è la attenzione e la affidabilità, non ci pare ci sia molto da stare tranquilli aspettando forme di normalizzazione o legalizzazione che per ora sono solo annunci propagandistici, specchietti per le allodole, fintanto che non si ferma questo progetto di legge.

Di certo per ora c’è, che la PL alla Camera prevede il ritorno in tabella uno della “mite piantina” e che entrambe le PL (Camera e Regione Lazio), contengono un grave pericolo per la salute pubblica e per l’ambiente, con la combustione di biomassa di canapa inquinata da metalli pesanti in impianti per la produzione di energia elettrica.

Abbiamo intanto concluso la nostra inchiesta di approfondimento su quanto è collegato alla proposta regionale e a breve la pubblicheremo, appena avremo terminato le ultime verifiche. Inizialmente nella PL c’era una parte sulla biomassa che poi fu da altri cancellata con un emendamento e di nuovo reintrodotta con un altro emendamento dalla stesso mano che la aveva inizialmente inserita. Analizzeremo come questa PL regionale faciliterebbe la costruzione di un nuovo inceneritore nel Lazio. Ma anche soprattutto, ciliegina sulla torta, parleremo dei finanziamenti del progetto pilota previsti in questa PL. Stiamo parlando di una previsione annunciata dai propositori di un miliardo e mezzo di euro, capito? Millecinquecento milioni di euro, l’equivalente di tremila miliardi di vecchie lire e ci sarà da ridere, anche se non per tutte e tutti.

L’azienda agricola Biocannabis.